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Note di biografia gramsciana,
e sulle vittime italiane delle epurazioni staliniane

giovedì 22 aprile 2021 (revisione: 18 luglio 2021 02:13:46)

Pons 2021. Appunti di lettura

Silvio Pons, I comunisti italiani e gli altri, Einaudi, Torino, 2021.

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COMMENTI E NOTE DI LETTURA DA COMPLETARE DI SCRIVERE
  • su Silvio Pons, vedi il post su il suo libro su Berlinguer;
  • Pons ha una particolare attenzione alle ricerche di archivio, aiutata probabilmente da una ovvia facilità di accesso agli archivi del PCI conservati presso la FIG di Roma, ma anche da una notevole familiarità con i fondi del RGASPI di Mosca, e nel corso della sua carriera di ricercatore ha scoperto e reso noto molti documenti assai interessanti. Non mi sembra che in questo libro per il centenario del PCI citi documenti di nuova scoperta, ma alcuni tra quelli che cita sono sicuramente degni di essere segnalati, per dirne uno le note conservate a Mosca di un colloquio dell'ottobre 1944 tra Stalin e Churchill, in cui il primo rassicura il secondo che "Togliatti non è un politico incline a imbarcarsi in «avventure» senza sbocco", vedi.  Il libro non comprende una appendice documentaria, e per i documenti conservati a Mosca non viene indicato se siano stati pubblicati, o se siano almeno disponbili in copia presso la FIG.  (Per i documenti citati si cerchi 'Rgaspi' nelle note del testo di Pons, i link attivi collegano ai passi in cui ai documenti ci si riferisce).
  • 'I comunisti italiani e gli altri' offre una ricostruzione complessiva della storia del PCI sicuramente assai interessante. "Gli altri" del titolo rinvia alla esplicita impostazione di fondo, quella di leggere il comunismo italiano in una "un’ottica internazionale", e più esattamente sottolineando e studiando modi, prassi e dinamiche della "costruzione di senso dei nessi tra identità nazionali e appartenenze internazionali". In questo il libro io credo sia benvenuto, perché affronta con grande attenzione, senza inutili e ormai del tutto anacronistiche reticenze, e il beneficio di decadi di studi post collasso dell'URSS, la vexata quaestio dei rapporti del PCI con l'URSS, o meglio, più correttamente, dei rapporti con l'articolato complesso dei partiti comunisti nel mondo, dal 1921 fino al 1989.

    Assunto ma anche risultato dell'ampia ricostruzione di Pons è che il PCI appartenne a la rete transnazionale del comunismo (reale) mondiale, 'gli altri' del titolo è da intendere riferirsi a gli altri comunisti. A quella rete, il PCI partecipò con convinzione e vi fece riferimento, dal 1921 e fino alla fine, condividendone i riti, le dinamiche, anche centrifughe, e i suoi vincoli, pur nelle difficoltà e contrarietà, e forse soffrendo di qualche periodo di separazione in casa. (Dalla ricostruzione di Pons risultano del tutto artificiose eventuali letture per cui il PCI sarebbe via via diventato una forza genericamente progressista,  positivamente eclettica, con rapporti a 360º -e da considerare sullo stesso piano-con liberal-democratici statunintensi, socialdemocratici europei, cattolici democrativi, vari terzomondisti e anche, ma tra i tanti, i comunisti).

    Stante questa impostazione, ci può domadare come  quella preferenza e correlato senso di appartenenza si formò, e poi, nelle varie fasi, si consolidò e/o si mantenne; e poi anche con quali modalità di fondo il PCI si mosse in quelle relazioni preferenziali, con quali risorse, con quali capacità di lettura della realtà dei problemi del comunismo nel mondo, secondo quali strategie e tattiche, e secondo quali capacità di una loro rielaborazione e autocorrezione, e poi credendo a quali principi a carattere universalistico e con quale comprensione, nelle varie fasi, dei vincoli e/o delle possibilità che quella appartenenza imponeva e rispettamente concedeva.

  • Stante tale impostazione transnazionale, diventa di una certa importanza capire entro quali coordinate si pensi di discutere di "costruzione di senso dei nessi tra identità nazionali e appartenenze internazionali", e forse Pons avrebbe dovuto fare un qualche sforzo maggiore di esplicitare le sue convinzioni al riguardo, che esse non si evincono compiutamente dalla sua narrazione.